I pericoli della fretta

Il pericolo della fretta

I pericoli della fretta

Quante volte sentiamo i genitori dire: "dai", "andiamo", "sbrigati", "non arriveremo mai”... Hai mai pensato alle conseguenze che può comportare il mettere costantemente fretta ai bambini?

 

La frenesia, oggigiorno, è protagonista in molte famiglie, anche se tutti siamo ben consapevoli del fatto che la fretta non fa bene. Sembra che non sia facile vivere senza fretta a causa della quantità di compiti, responsabilità e obblighi che abbiamo. Si riesce a fare tutto, correndo, ma si fa. Ma a quale prezzo sulla vita delle famiglie in generale e sui genitori ed i figli in particolare?

 

Conseguenze del vivere costantemente di fretta

I bambini vivono in un ambiente di tensione costante che, in molte occasioni, li porta ad essere più dispersi e a mancare di attenzione nei compiti; oppure a non avere la capacità di stare fermi, ad aver bisogno di molto movimento e rumore, così come un tono elevato nel parlare con gli altri; o – ancora – all’incapacità di relazionarsi in modo equilibrato con gli altri. Lo stress, inoltre, favorisce il sorgere di conflitti tra genitori e figli o tra i figli stessi con i loro coetanei. Non si riflette abbastanza sulle conseguenze che la fretta può avere a livello comportamentale ed emotivo sui bambini.

Sempre più spesso si osserva un tono di voce molto elevato nei bambini e una grande necessità di lavorare sulla calma. Nel momento in cui si abbassa il tono di voce e si offrono ambienti tranquilli e rilassati, i bambini manifestano il loro benessere con risposte comportamentali equilibrate, corrette e positive.

 

Idee per ridurre lo stress della fretta

Come possiamo, quindi, ridurre lo stress della fretta con i nostri figli?

 

1. Modificare il linguaggio e il vocabolario utilizzato

È abituale dire costantemente espressioni del tipo: "dai, andiamo che siamo in ritardo", "non arriveremo mai", "corri", "siamo in ritardo", ecc... Il linguaggio stressa molto i bambini perché, molte volte, si sta esigendo loro di fare le cose a un ritmo che non possono seguire. Inoltre, quando non abbiamo tempo o siamo in ritardo, tendiamo ad utilizzare un linguaggio molto aggressivo con conseguenze emotive che possono avere un impatto significativo sui bambini.

 

2. Imparare a organizzarsi meglio

Se dobbiamo correre per fare le cose è perché o si stanno facendo più attività di quelle che si dovrebbero o non si è fatto una buona pianificazione di ciò che bisogna fare con il tempo a disposizione. È per questo che è importante iniziare pianificando bene i compiti e i tempi, iniziando con i tempi condivisi con i bambini per poi continuare con quelli personali. I primi momenti da organizzare con i bambini dovrebbero essere quelli che implicano maggiore tensione: la routine della mattina, l'accompagnamento a scuola, le attività extrascolastiche, i compiti a casa, i pasti, ecc.

 

3. Seguire le seguenti linee guida:

- Selezionare attentamente le attività da svolgere. Non si può fare tutto né arrivare ovunque. È opportuno, quindi, scegliere il tipo di attività extrascolastiche da fare per evitare che i nostri bambini, volendo fare troppo, finiscano con avere degli orari molto pieni che generano molto stress.

- Sapere delegare, distribuendo gli incarichi a casa: le attività domestiche solitamente ricadono sempre sulle stesse persone. Se si riesce, invece, a fare una buona distribuzione dei compiti tra tutti, ci sarà meno stress accumulato su una stessa persona e l'ambiente sarà molto più rilassato e disteso.

- I bambini piccoli non hanno una corretta percezione del tempo, quindi è importante aiutarli a gestire e organizzare il tempo con tecniche visive: segnando il tempo con la lancetta dell'orologio, una clessidra, una sveglia o semplicemente avvisandoli.

 

4. Trasmettere messaggi positivi

Nelle circostanze in cui si è di fretta perché il tempo non è sufficiente, è importante rendere consapevoli i bambini e noi stessi che la causa risiede nella mancata o insufficiente pianificazione e trasmettere messaggi del tipo: "non ti sei organizzato bene su questo, la prossima volta faremo meglio", "oggi non hai fatto una buona pianificazione, domani potrai riuscirci", ecc.., in modo che serva per imparare e tenerlo presente per la prossima volta.

 

5. Insegnare loro a pianificare bene

Pianificare la giornata non solo li aiuta a vivere con maggiore controllo, sicurezza e calma, ma promuove in loro dei modelli di pensiero e cognitivi molto positivi per l'apprendimento e per la vita. Imparano a pensare e non solo ad obbedire. Se sono i genitori a organizzare il loro tempo, non imparano a pensare e riducono le capacità personali di crescere e sviluppare il proprio pensiero.

 

In conclusione, bisogna cercare di non trasferire la nostra fretta ai figli perché le conseguenze su di loro vanno oltre il quotidiano, influenzando il loro benessere personale e lo sviluppo personale e cognitivo che stanno vivendo. La chiave sta nell'avere un'organizzazione realistica e adatta alle possibilità di ciascuno. Vivere in un ambiente di calma non solo genera benessere, ma consente alle persone – ed anche ai nostri bambini - di agire con maggiore efficacia.

 

 

María Campo, professoressa universitaria e consulente pedagogica di Eduka &Nature

 

https://www.hacerfamilia.com/familia/peligro-ir-prisas-20240424140550.html

MARIA CAMPO
Fascia d'età
0-6